Accoglienza e servizio in carcere

 

 

 

 

Accoglienza e servizio in carcere.
Pensiamo che in Marta e Maria di Betania ci sia un piano, un progetto che vuole essere il fulcro della spiritualità, dell'accoglienza e del servizio cristiano che si vuol rendere al carcerato e alla sua famiglia.Marta e Maria ci sono presentate nei Vangeli, come sorelle; Marta e Maria dunque, non sono da contrapporre, l'una con il suo attivismo, l'altra con il suo atteggiamento di ascolto. Anzi, sono due figure che viaggiano in coppia ed insieme costituiscono il modello, lo stile di vita per il cristiano; sono l'emblema del doppio polmone della vita cristiana e cioè preghiera ed azione; sono il punto di riferimento per lo stesso Gesù che sa di poter contare sulla loro amicizia e di essere accolto con calore ed affetto.
Il brano di Luca 10,38-42, nella sua dettagliata ricostruzione, ci permette di fissare bene la scena: Marta è preoccupata di sistemare la casa e di organizzare le varie faccende, Maria fa gli onori di casa e si intrattiene con l'ospite , dandogli la dovuta importanza; Marta è una donna di senso pratico e attivo, tanto da impersonare "la capofamiglia", è lei infatti, come riporta il brano evangelico, che accoglie Gesù "nella sua casa". Ed è ancora Marta che organizza al meglio l'ospitalità per il Maestro. Sarebbe ingiusto e riduttivo pensare a lei come ad una donna superficiale che pensa solo alle faccende domestiche; è lei che corre incontro a Gesù e lo riconosce come Figlio di Dio, dimostrando così, al di là e al di sopra delle sue faccende, la profonda fede che nutre dentro il suo cuore..Maria appare nei Vangeli più riflessiva ed emotiva, più incline all'ascolto che al fare , anche se non manca di iniziativa, come quando cosparge i piedi di Gesù con olii pregiati e profumati (Gv 12,3).
Marta e Maria sono "le discepole della casa", ognuna con le proprie qualità inscindibili.Noi spesso ci chiediamo: come imitare concretamente verso
i fratelli carcerati queste due figure? Come dimostrare loro la nostra amicizia, accoglienza e fiducia con gesti semplici e intensi che sanno
di affetto e verità? Chi è il carcerato, il forestiero per me?La risposta evangelica che risuona dentro la "nostra casa", centro della nostra ospitalità è : Gesù. In questa ottica, la condizione di Marta e Maria è proprio quella più vicina e normale di ogni cristiano: è una situazione "ripetitiva" di incontro con Gesù è vissuta all'interno della vita quotidianaè racchiusa e custodita nell'intimità delle mura familiari, nella discrezione delle mura del carcere. Ed è qui che avviene il prodigio: proprio in casa si attiva un rapporto specialissimo con Gesù che viene messo al centro del nostro interesse, seppure con sensibilità e apporti diversi.La casa, la piazza, la strada, la chiesa, il carcere, la vita normale... i luoghi dove noi viviamo la nostra esperienza quotidiana sono anche i luoghi dove si può incontrare Cristo come vero Signore della propria vita: ero forestiero.. ..ero carcerato...E noi siamo in grado di riconoscerLo e portarGli sollievo e amicizia? Non va dimenticato come al centro degli incontri in casa di Betania, da Marta e Maria (non da Marta o Maria), ci sia stato l'ascolto della Parola di Dio come guida al cammino, ma anche il "consumo" dell'olio pregiato e profumato "offerto" interamente al Signore.Perché non provare a far diventare i nostri luoghi di ogni giorno delle piccole Betania? Gesù trova a Betania, da Marta e Maria insieme, calore umano e accoglienza, compagnia e un gradito piatto caldo. Possiamo anche noi con la semplicità e difficoltà di ogni giorno donare ai nostri fratelli carcerati silenzio e preghiera accanto ad azione e servizio?  

suor Cecilia e Luana

 

 

 

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