Pellegrinaggio a Montenero

 

 

 

Si parte: ormai il tempo dei dubbi e dei timori è lasciato alle spalle quando si inizia un pellegrinaggio, e io di dubbi e di timori ne avevo diversi, visto il tempo inclemente e il fatto che fosse la prima volta che mi apprestavo in questa impresa. Inoltre il maltempo ci avrebbe impedito di
percorrere le strade non transitate perché impraticabili e ci obbligava a camminare  sul bordo dell’Aurelia…ma siamo partiti, subito dopo aver
pregato con le Lodi nella Chiesa di San Piero a Grado, sotto una pioggia incessante. Ed ecco che subito si presenta l’occasione per
conoscere persone nuove, per scambiarsi opinioni, aspettative e pregare insieme,  perché ogni Cammino è un’esperienza individuale, ma è così bello poterla partecipare e condividere. E finalmente la prima sosta, presso la chiesa di Stagno dove siamo arrivati tutti bagnati e siamo
stati accolti con gentilezza e premura e da dove, dopo una leggera merenda e la preghiera dell’Ora Media, siamo ripartiti per il tratto
più lungo.Ma ecco che  il cammino si fa duro per la stanchezza, la pioggia battente, la sensazione di disagio che deriva dall’essere completamente bagnati.Per mia abitudine, cerco sempre di riflettere  sulle cose che mi capitano; cerco di leggervi un insegnamento, un’
indicazione, mi sforzo di fare tesoro anche degli eventi negativi ed ecco che in un momento di sconforto come questo, mi viene in aiuto il
perchè del mio pellegrinare :  invocare l’aiuto di Maria per rafforzare la mia unità a Lui, come i tralci con la vite, Maria donna della “perseveranza” : è una parola ricca di significati, include anche pazienza, resistenza, fiducia, la perseveranza è contagiosa: chi è
perseverante contagia anche gli altri ad andare fino in fondo e così siamo arrivati a destinazione! Il tempo di cambiarsi e mangiare
qualcosa  che arrivano anche  tutti gli altri con pullman e automobili e poi, insieme, per recitare il rosario e celebrare l’ Eucaristia al
termine della quale, sembrerebbe giusto dire che  il ” Cammino “ si sia concluso ; ma camminare nella vita è un esercizio che non si esaurisce mai e che può trovare nell’esperienza del “Pellegrinaggio” alimento e vigore, dove si condivide la meta, ma viene rispettato il percorso di ognuno per arrivarci. Dove ciascuno si adopera perché anche gli altri possano raggiungerla , nel rispetto reciproco e con sentimenti di apertura e benevolenza.  E così, anche  di questa esperienza, non
posso fare a meno di ringraziare e lodare il Signore.  

Lisetta

 

 

 

 

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