Chi ha paura muore ogni giorno...

 

 

Salve a tutti,
sono appena tornata dalla mia ultima esperienza estiva e volevo rendervi partecipi di tutto quello che ho fatto in questi mesi e spero di trasmettervi tutte quelle emozioni positive che ho provato e che rivivrei centinaia di volte. Partiamo con il mese di Luglio: dall’8 al 13 sono stata a Barcellona per un gemellaggio che ora vi spiegherò meglio.
Io faccio volontariato in un’associazione, l’ Unitalsi; probabilmente tutti sapete di che si tratta; per cui mi limito a dire, per chi non ne sapesse niente, che è un’associazione che si interessa delle persone malate e disabili principalmente durante i pellegrinaggi a Lourdes e negli altri Santuari Mariani, ma svolgiamo anche delle attività con i ragazzi nella nostra sede a Pisa.
Detto questo da qualche anno ogni estate viene scelta una regione italiana la quale manda una sua rappresentanza per uno scambio con un’associazione spagnola simile all’Unitalsi.
Quest’anno è stata scelta la Toscana; il Consiglio regionale ha scelto tra tutte le sue Sottosezioni anche Pisa e per Pisa hanno scelto me e una ragazza che frequenta e partecipa alle nostre varie attività. Quindi è deciso: si parte. All’inizio avevo un po’ di incertezze su cosa esattamente avremmo fatto, se mi sarei trovata bene con gli altri ragazzi della toscana, con gli spagnoli … Tutte queste paure ( soprattutto per l’aereo che non avevo ancora mai preso ) si facevano sentire ma tutto poi pian piano è svanito.
L’8 luglio io e Lara, la ragazza che è venuta con me, siamo partite con direzione Firenze dove saremmo salite sul pulmino della Sezione con due ragazzi di Firenze e un ragazzo della Sottosezione di Sovana ( vicino a Grosseto ) ma che studia a Firenze. Da lì abbiamo recuperato una ragazza ad Arezzo e altri due a Chiusi ( vicino Siena ) e siamo arrivati a Roma. Mi sembrava strano che il viaggio andasse tutto liscio, infatti le peripezie non sono mancate perché ad un certo punto sull’Autostrada quando ormai mancava una trentina di chilometri a Roma ci è scoppiata una gomma, abbiamo sbandato un po’ ma, grazie al sangue freddo del ragazzo che guidava e a Qualcuno che da lassù ci ha voluto bene, siamo riusciti ad accostarci al guard rail. I ragazzi hanno cercato di cambiare la ruota, cosa non di certo delle più facili visto che non potevamo far scendere i ragazzi disabili..eravamo comunque sempre in autostrada. Nel frattempo, oltre ad aver chiamato la Polizia che ci aveva mandato un signore dell’Anas, avevamo telefonato al nostro responsabile perché avevamo avuto paura di perdere l’aereo. Lui, allora, ci ha fatto il check in on line e quando siamo arrivati all’aeroporto, comunque in tempo, abbiamo fatto tutto velocemente.
Per me non era tutto finito.. ora c’era da superare il fattore “aereo” però cercavo in qualche modo di farmi coraggio sia perché di paura su un aereo penso non fosse  
morto ancora nessuno e poi volevo essere di sostegno alla ragazza che accompagnavo ( anche se lei aveva già preso altre volte l’aereo ). Alla fine… ce l’ho fatta e come tutte le cose superate viene da dire… “ Ma non è niente…”.
Arrivati a Barcellona i nostri amici spagnoli, dei quali non sapevamo assolutamente niente, ci hanno accolto subito bene e ci hanno accompagnato nel posto dove avremmo alloggiato: un convento di suore benedettine che tutte le mattine alle sei sentivamo cantare ( non so se per la messa o se per qualche preghiera ma alla fine era abbastanza piacevole ascoltarle ).
Il secondo giorno, non so come sia spiegabile, mi sembrava di stare lì già da un’eternità; forse perché mi trovavo bene sia con gli spagnoli, sia con i ragazzi che erano con me..
Durante questi giorni abbiamo visitato località, chiese, strutture dove opera quest’associazione ma è stato nello stare insieme, a volte capendoci anche a gesti, che si poteva percepire la nostra gioia più grande.
L’associazione di cui siamo stati ospiti si chiama Fundaciò Hospitalitat ed opera solo su Barcellona ( al contrario dell’Unitalsi che è su tutto il territorio nazionale ). La cosa che queste due associazioni hanno in comune è l’organizzazione dei pellegrinaggi a Lourdes; loro hanno due date in tutto l’anno, da noi le date cambiano da regione a regione tranne l’unica data nazionale che di solito è a fine settembre ( quest’anno dal 24 al 30 ).
A Barcellona hanno una Casa Famiglia che ospita 18 ragazzi e un centro diurno frequentato da 6 ragazzi. Pure a Pisa c’è la realtà della Casa Famiglia ma in una forma più ristretta; infatti in quella gestita dall’Unitalsi in collaborazione con la Usl sono presenti 6 ragazzi anche se nelle realtà delle varie Sottosezioni partecipano più ragazzi, soprattutto quelli che vivono nelle proprie famiglie.
Questi cinque giorni sono stati davvero intensi ( non ci fermavamo un momento ) ma davvero belli, soprattutto mi sono serviti per staccare un po’ dal tran tran quotidiano che, alle volte, diventa meccanismo e uno fa le cose solo perché le deve fare senza metterci l’entusiasmo necessario.
La mia seconda esperienza estiva altrettanto bellissima è stata quella del campo con i giovanissimi a Sommocolonia.
Il tema di quest’anno si riassume tutto in una frase di Borsellino:
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola “
 
  
Le persone che muoiono ogni giorno sono quelle che, per paura, non si mettono davvero in gioco per cercare di migliorare le cose, magari rimanendone anche indifferenti; per questo muoiono dentro ed è come se morissero ogni giorno.
Le giornate di un campo scuola solitamente sono strutturate così: i ragazzi sono divisi in gruppi di servizio e ogni giorno svolgono, a rotazione, un servizio diverso. Gli animatori non ruotano ma restano fissi come se fossero responsabili di quel servizio e i ragazzi sanno a chi far riferimento.                                                                       La mattina sveglia (più o meno movimentata), colazione, poi il gruppo di colazione pulisce, lava le tazze, le posate.. il gruppo di pulizie esterne pulisce gli ambienti esterni, va a buttare la spazzatura… il gruppo di liturgia prepara il momento di preghiera della mattina (più che altro consiste nel decidere i lettori ed eventuali canti ) e gli altri sistemano le camere.   Dopo un momento in cui gli animatori si trovano per pregare insieme con le lodi mattutine e fare il punto della giornata, ci si ritrova tutti insieme per il momento di preghiera e il momento di deserto personale per poi arrivare all’attività che varia in base al tema del giorno. Arrivati a pranzo, il gruppo di turno prepara il refettorio e quelli di liturgia preparano la preghiera per il pranzo. Un po’ di tempo libero per i vari tornei ( biliardino, ping pong, giochi di carte, scacchi, dama..) non manca mai. Nel pomeriggio attività e poi, di solito, tornei di calcio e pallavolo per tenere anche il corpo in forma ( oltre alla mente ) e soprattutto per smaltire i gustosi e abbondanti pranzi delle nostre cuoche. Rientro, docce, cena, gioco serale, preghiera e poi TUTTI A LETTO!!!!
Sicuramente preparare un campo di una settimana non è affatto una passeggiata ma quando tutti gli animatori collaborano insieme, ognuno si prende l’incarico di portare avanti una determinata cosa e aiutano don Luigi nella preparazione, creazione e assemblaggio di idee, la fatica si distribuisce e sembra meno pesante.
Anche stare una settimana al campo non è facile, ma alla fine siamo tutti, almeno io personalmente lo sono, ripagati non il doppio ma il triplo da tutti i ragazzi, dall’atmosfera che si respira e dai rapporti che si consolidano o si creano. Ma la cosa che più mi colpisce ogni anno che passa è vedere i ragazzi cambiare e crescere in tutti i sensi.
Quest’anno ho partecipato anche al campo delle medie dal 20 al 26 agosto sempre a Sommocolonia. Questa volta il tema della settimana era: “ Tutti x tutti ” e come riferimento avevamo questa frase:
“Sveglia il tuo sogno e non ti preoccupare, già dal primo sbadiglio tu per il mondo sei già il MEGLIO!!! ”
Per questo campo avevo paura di trovarmi un po’ in difficoltà visto che non seguivo più questi ragazzi da un anno e non conoscevo troppo bene i ragazzi più piccoli. Queste piccole preoccupazioni si sono assopite pian piano che il campo andava avanti.
Anche questo campo posso dire sia andato alla grande. I ragazzi hanno reagito bene alle varie attività proposte, da quelle un po’ più ludiche come la gara di cucina o la  
caccia al tesoro a quelle un po’ più impegnative come quella in cui ogni gruppo doveva scegliere un proprio candidato a “ Custode dello Xiro ” e creare un proprio programma cercando delle soluzioni ad un problema sollevato in una scuola.
Una delle cose belle di questo campo è che vedi affacciarsi al mondo dell’animazione i più giovani e quando ti dicono: “ Ti ricordi quando facevate i campi a noi ..” allora sì che mi sento vecchia ma sono anche felice nel vedere che se qualcuno ha cominciato a mettersi in gioco in questo ambito vuol dire che da noi ( non da me per forza ma in generale ) è passato un messaggio positivo, senza escludere il sostegno di Qualcuno dall’alto.
Per non farmi mancare niente da Sommocolonia la domenica conclusiva del campo sono andata diretta alla Stazione di Pisa per prendere il treno e arrivare a Orbetello dove mi aspettava un giorno e mezzo di ritiro sul Monte Argentario con alcuni amici dell’Unitalsi della Sottosezione di Sovana che avevano invitato me e Lara a condividere con loro questo momento.
Appena arrivate abbiamo fatto un giro per il corso di Orbetello con passaggio davanti al Duomo e foto di gruppo, poi abbiamo cenato alla festa a Neghelli a Orbetello dove la serata si è animata con musica e balli. Il giorno dopo siamo rimasti al noviziato dove alloggiavamo e don Pietro ( e poi don Tito ) ci hanno aiutato a fare una riflessione sul fatto che ognuno di noi è chiamato alla Santità. Non dobbiamo pensare che la santità sia una cosa irraggiungibile perché anche noi nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano possiamo e dobbiamo impegnarci per compiere piccole grandi imprese. Se seguiamo l’Amore che Gesù ci insegna possiamo fare tutto, proprio come diceva anche S. Agostino: “ Ama e fa quello che vuoi ”.
Bè,che dire, questa è stata proprio una bella, movimentata e arricchente estate piena di emozioni vissute davvero alla grande.
Questi bellissimi momenti sono stati molto importanti perché tutto quello che ho vissuto mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha dato la carica per ripartire per un altro anno pieno di attività varie.
E ricordate sempre:
 “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola “
“Sveglia il tuo sogno e non ti preoccupare, già dal primo sbadiglio tu per il mondo sei già il MEGLIO!!! ”
Ama e fa quello che vuoi ”.
 
Angela
 
 Pisa 28 agosto 2012

 

 

 

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