Famiglie in famiglia 2010

 

  
   L’esperienza di Camaldoli 
  
            ....in...rima..             
 
 
                                       Il 19 Giugno è San Romualdo
                                                      e non faceva molto caldo;
con le famiglie dell’Unità Pastorale,
sfidando il freddo e il temporale,
siam partiti, non è un mistero,
per andare al Monastero.
 
In questo luogo di silenzio e di pace,
dove tutto intorno tace,
lontano dagli affanni e dal rumore,
il cuor si predispone all’ascolto del Signore.
 
Uniti nell’amore, dallo Spirito Consolatore,
ci siam sentiti fratelli
e abbiam gioito dei momenti belli.
 
Figli dello stesso Padreterno, con spirito fraterno,
abbiam pregato e ascoltato,
condiviso e progettato.
 
Abbiam compreso che l’UNIONE,
nasce dalla COMUNIONE;
ogni famiglia ha una MISSIONE,
che è la sua VOCAZIONE...
 
                                   ...è PONTE, STELLA, FIAMMA,
 
se diffonde la speranza e dà testimonianza,
se incarna la Parola del Signore
e dona gratuitamente e con amore;
se diffonde la SPERANZA, a chi ne è rimasto senza.
 
Nei gruppi abbiam parlato; è bello essere ascoltato,
da chi con la presenza, condivide l’esperienza.
 
La Parola abbiam meditato e ognuno vi ha trovato
tesori e insegnamenti, per vivere contenti.
 
Poi un film abbiam guardato,
che tristezza abbiam provato,
e dopo la proiezione, tutti a letto col magone.
 
Ma s’è riso anche tanto! Cantato di tanto in tanto,
con i monaci e il priore. Mancavano solo le suore!
 
E la Domenica mattina...la torta sulla ciliegina!
Sveglia alle sette, per le lodi nella chiesetta.
 
Ma i momenti più sentiti, che i cuor han rinvigorito,
sono stati l’EUCARESTIA e del don l’OMELIA.
 
Ci siam sentiti uniti, dai pesi alleggeriti:
da quel pane spezzato,
che con AMORE ci è stato donato
 

  

                   Questa la storia creata dal gruppo della “FIAMMA”...
 
                                       "La scatola dei fiammiferi"

 
 
Un giorno un gruppo di saggi furono convocati,
 per discutere e prendere decisioni importanti sulle sorti del mondo.
All'ordine del giorno vi erano tematiche molto scottanti:
la fame nel mondo, la difesa dell'ambiente, la giustizia sociale...
Ognuno di loro sosteneva la propria idea:
sbraitando, urlando, battendo i pugni, alzando la voce,
cercando in qualche modo di prevaricare gli altri...
Discussero a lungo, ma non riuscirono a trovare un'intesa.
Non c'era proprio modo di comunicare!
Ognuno sosteneva ostinatamente la propria idea
e non voleva recedere dalla posizione presa.
Ad un tratto un violento temporale, seguito da un tuono fragoroso,
fece saltare la luce e la stanza piomb
ò nel buio più completo...
Tutti furono presi dallo sconforto e non sapevano come fare
per ripristinare la luce;
speravano, in cuor loro, di poter contare sull'aiuto degli altri,
ma nessuno, viste le premesse, osava fare il passo per primo.
Così furono presi, oltre che dallo sconforto, anche dalla rassegnazione...
Quando, però, ogni speranza sembrava perduta,
si sent
ì nel buio della stanza, come un tramestio di cianfrusaglie...
Uno dei presenti si era alzato e, frugandosi nelle tasche,
ne aveva tratto qualcosa..
Era una piccola scatola di fiammiferi,
donata all'uomo molti anni prima, da un amico carissimo,
il quale gli aveva raccomandato di portarla sempre con s
é,
di custodirla e di servirsene solo qualora ne avesse avuto bisogno.
La piccola scatola conteneva dei fiammiferi,
ma non si trattava di comuni fiammiferi.
Questi avevano delle particolarit
à:
ogni fiammifero, oltre ad emanare luce, sprigionava un dono particolare,
che comunicava a colui che lo aveva acceso;
inoltre, pi
ù si consumava e più l'intensità della sua luce aumentava
 e il dono si riversava, ancor pi
ù profusamente, sulla persona.
Ogni fiammifero aveva una propria denominazione,
in base al dono che elargiva.
C'era il fiammifero del rispetto e dell'accoglienza,
quello della condivisione e della solidariet
à,
quello della comunione e della speranza ...
L'uomo, allora, prese dalla scatola un fiammifero
e strofin
ò con fermezza la piccola testa di zolfo sulla scatola.
In quel momento una fioca luce si profuse nella buia stanza;
poi, l'uomo, guidato dalla labile luce, don
ò a ciascuno dei presenti un fiammifero...
Tutti ne presero con gioia e, strofinando i fiammiferi gli uni con gli altri,
a poco a poco, la stanza si riempi di luce...
 
 
 

La famiglia è PONTE



 

Come si costruisce un ponte?

Per costruire un ponte, come per tutte le opere, occorre innanzitutto un progetto,
che in questo caso è un progetto comune fra i coniugi.
Questo progetto che è senz'altro un disegno d'amore e di vita
è però suscettibile di modifiche di varianti e di evoluzioni
nel corso della costruzione, nel corso dell'esistenza.
Occorre da prima costruire delle fondazioni solide per le pile,
fondazioni stabili, ben salde, infisse nella roccia.
Queste fondazioni sono costituite dai valori della vita,
della persona, ma soprattutto dal Signore Gesù,
dalla sua parola dai suoi insegnamenti.
Le pile fondate sulla roccia costituiscono il sostegno
e l'intelaiatura del ponte,
e per una famiglia cristiana sono individuabili nella preghiera,
nella conoscenza della Parola, nella frequentazione dei sacramenti,
ma sono anche la gratuità, la disponibilità,
l'ascolto, il rispetto, la condivisione.........
Sopra le pile si costruisce l’ arcata che unisce
le varie parti della costruzione
e sulla quale scorre la vita, quella della famiglia e quella degli altri.
Proprio perché unisce essa rappresenta, la comunicazione, i sentimenti,
il perdono, l'amore.

Ma quali possono essere le cause che portano alla rovina del Ponte?
Prima di tutto il Progetto sbagliato; se il tutto si basa sul singolo,
sull'egoismo, se non si vuol rinunciare a qualcosa per il bene della coppia,
se non si comprende il valore sociale e spirituale della famiglia,
l'opera riulterà poco stabile e alla prima difficoltà entrerà in crisi.
Altre cause sono le piene e i dissesti che per la famiglia possono essere
le malattie, le difficoltà economiche,
quelle relazionali e sentimentali sia all'interno
della coppia che con i figli, ecc.
 Se l'opera è di perse instabile come potrà reggere a tali calamità?

Infine la mancanza di manutenzione e revisione.
Ogni struttura necessita di manutenzione
in quanto esposta alle intemperie
e soggetta a invecchiamento;
la cura del rapporto tra gli sposi, tra genitori e figli,
l'ascolto reciproco, la stima e la considerazione
e non ultima l'alimentazione della comunione
attraverso una spiritualità mai trascurata e sempre più approfondita.
Ogni ponte-famiglia è quindi fatto da questi elementi,
e può sussistere anche da solo,
ma se ad esso si affiancano e si uniscono altre strutture simili,
all'arcata si collegano altre arcate,
allora si costruisce un ponte più importante
che collega spazi più ampi, che può mettere in relazione più persone,
il grande ponte della COMUNITÀ'.
Ogni ponte deve servire per il passaggio deve consentire
agli altri di raggiungere l'altra sponda, la meta,
il fine della nostra esistenza,
deve poter far giungere alla salvezza.

Perciò deve essere solido, integro,
dare fiducia e soprattutto deve essere aperto.
Sarà così ed assolverà tanto più al suo compito quanto
più si metterà a disposizione e al servizio di tutti,
senza distinzione senza pregiudizi,
interessandosi dei problemi di chi gli è vicino,
ma allargando sempre più i propri collegamenti i propri interessi
a tutto quello che accade nella società e nel mondo.
In fondo il mondo non è altro che una grande famiglia,
una grande comunità di famiglie un grande ponte
e nessuno può disinteressarsi di quello che accade all'interno di essa.

 

                                                             
a tutti i partecipanti è stato donato, come ricordo di questa due giorni insieme...

 
 
 
 
 

 

 

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