Home Page
Sito ufficiale dell'Unità Pastorale
Benvenuti!!!
|
|
|
Santa Maria MdC - Via Parini 12 - Pisa Tel. 050/573494 - s.martapisa@virgilio.it Amministratore Parrocchiale: Diacono: Augusto Borghi |

I nostri contatti:
|
sito internet: |
S. Maria Madre della Chiesa
S.Marta |
Vangelo e parola del giorno 07 giugno 2026
Prima Lettura
Dal libro del profeta Osea (Os 6, 3-6)
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra.
Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Salmo Responsoriale
Salmo 49
Chi cammina per la retta via vedrà la salvezza di Dio.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente:
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Se avessi fame, non te lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.
Mangerò forse la carne dei tori?
Berrò forse il sangue dei capri?
Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all’Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno dell’angoscia:
ti libererò e tu mi darai gloria».
Seconda Lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
(Rm 4, 18-25)
Fratelli, Abramo credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Dal vangelo secondo Matteo
Mt 9, 9-13
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Al centro della liturgia della Parola di questa Domenica sta un’espressione del profeta Osea che Gesù riprende nel Vangelo: "Voglio l’amore e non il sacrificio, / la conoscenza di Dio più degli olocausti" (Os 6,6). Si tratta di una parola-chiave, una di quelle che ci introducono nel cuore della Sacra Scrittura. Il contesto, in cui Gesù la fa propria, è la vocazione di Matteo, di professione "pubblicano", vale a dire esattore delle tasse per conto dell’autorità imperiale romana: per ciò stesso, egli veniva considerato dai Giudei un pubblico peccatore. Chiamatolo proprio mentre era seduto al banco delle imposte – illustra bene questa scena un celeberrimo dipinto del Caravaggio –, Gesù si recò a casa di lui con i discepoli e si pose a mensa insieme con altri pubblicani. Ai farisei scandalizzati rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati… Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Mt 9,12-13). L’evangelista Matteo, sempre attento al legame tra l’Antico e il Nuovo Testamento, a questo punto pone sulle labbra di Gesù la profezia di Osea: "Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio". (…) Questa parola di Dio è giunta a noi, attraverso i Vangeli, come una delle sintesi di tutto il messaggio cristiano: la vera religione consiste nell’amore di Dio e del prossimo. (Benedetto XVI - Angelus, 8 giugno 2008)
Le notizie da Vatican News:
- La lunga notte madrileña, il Papa e i giovani tra arte, preghiera, silenzio: Oltre 600 mila ragazzi e ragazze da tutta la Spagna in Plaza de Lima per la veglia con il Papa, ultimo appuntamento della prima giornata del viaggio apostolico in Spagna. Una piccola Giornata della Gioventù all'ombra del Bernabeu che ha visto rosari, testimonianze, momenti di m ....
- Leone XIV ai giovani: troppe voci illudono e comprano, cercate la verità che resta: Nella veglia in Plaza de Lima a Madrid insieme a circa 600mila fedeli, al termine del primo giorno del suo viaggio apostolico in Spagna, il Papa risponde a domande poste da ragazze e ragazzi, ricordando gli anni da missionario in Perù e la testimonianza di una fede “segnata da ....
- Il dolore del Papa per l'uccisione del vescovo di Quelimane in Mozambico: Con un messaggio diffuso tramite il canale Telegram della Sala stampa della Santa Sede, il Papa comunica al mondo lo sgomento per l'omicidio di mons. Osório Citora Afonso, Vescovo di Quelimane e Amministratore Apostolico di Beira. Il Pontefice si unisce nella preghiera al popol ....
- Il sogno di Olga, giovane disabile: "Abbracciare il Papa". E a Madrid ce l'ha fatta: Ventitré anni, originaria della Russia, abbandonata a 16 mesi dalla mamma a causa della malattia, è stata adottata da una famiglia spagnola che l'ha cresciuta offrendole il massimo delle cure. A sostenerla anche le suore guanelliane nella Casa Santa Teresa. Da anni la ragazza e ....
- Cedía 24 Horas, le storie della "Betlemme di Madrid" dove i più fragili trovano casa: Il Pontefice, nel suo primo giorno di viaggio apostolico in Spagna, visita la struttura per senzatetto gestita dalla Caritas diocesana. Riceve il benvenuto dell’arcivescovo, il cardinale José Cobo Cano: “Oggi sono i più vulnerabili ad accoglierla per primi e a manifestarle il l ....

